Dialogo con Lorenzo Bini Smaghi, Presidente Snam

Lorenzo Bini Smaghi - 14 maggio 2014

L'Europa in gioco. L'Euro tra realtà e percezione


Alla vigilia delle Elezioni europee il Club Relazioni Esterne ha ospitato Lorenzo Bini Smaghi, già Presidente della Banca Centrale Europea e oggi al vertice di Snam. Europa, Euro, sovranità degli Stati e grandi riforme i temi al centro dello speech e del dibattito con i soci del Club. Nel suo ultimo libro, “33 false verità sull’Europa” (Il Mulino), l’economista si impegna a sfatare le argomentazioni più comuni portate avanti dagli euroscettici, presenti come non mai in tutta Europa nelle elezioni 2014, sottolinea Bini Smaghi.
"L’Europa viene percepita come qualcosa di lontano, ciò nonostante è diventata il capro espiatorio dei problemi economici dell’Italia: ciò distoglie l’attenzione dell’opinione pubblica dalle responsabilità dei governi nazionali", spiega l’economista, che prosegue affermando come le elezioni europee rappresentino la cartina al tornasole della volontà costruttiva, o distruttiva, degli Stati nei confronti dell’Europa: "molti partiti del Vecchio Continente, dalla Lega di Salvini al Front National in Francia, all’Ukip nel Regno Unito, hanno focalizzato la campagna elettorale sull’euroscetticismo. Tirarsi fuori dalla Comunità e chiudere il dialogo con gli altri, però, non fa altro che rendere più deboli: se l’Italia si sottraesse all’Unione europea, rimarrebbe da sola a fronteggiare un problema globale come l’immigrazione. L’unione monetaria è parte determinante dell’unione politica", prosegue, "e l’Ue rappresenta il primo esperimento di un’integrazione fra Stati costruita con queste modalità".
"Un altro mito da sfatare è la supremazia della Germania nella Bce, dove invece sono presenti due membri su 24", dice il Presidente, spiegando anche che la Germania, che aveva una moneta molto forte come il Marco, con l’ingresso in Europa abbia ceduto sovranità. "La forza della Germania", continua, "deriva dall’essere compatta, dal non esprimere alle elezioni una rappresentanza frammentata come invece accade in Italia. Esempio virtuoso è, oltre alla Germania con quattro grandi raggruppamenti politici, la Spagna, con due partiti predominanti".
Un’Italia più compatta, insomma, significherebbe un’Europa più forte e una maggiore integrazione fra Stati determinerebbe un Euro più resiliente.

Cristiana Rizzo