Dialogo con Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos

Nando Pagnoncelli - 10 aprile 2014

Il sondaggio politico sia come strumento di conoscenza che di influenza elettorale


Il sondaggio politico come strumento di conoscenza e di influenza elettorale. Questo il tema al centro dell’incontro che si è svolto giovedì 10 aprile, in occasione dei “Dialoghi del Club Relazioni Esterne”. L’ospite, Nando Pagnoncelli, Presidente dell’istituto demoscopico Ipsos, ha spiegato ai soci e agli ospiti del CRE in che modo è cambiato il rapporto fra la politica e i cittadini e come gli strumenti della ricerca sociale siano in grado oggi di intercettare questo mutamento. I sondaggi si sono affermati fra gli anni ’80 e ’90, ha spiegato Pagnoncelli, in particolare l’area della ricerca sociopolitica si è sviluppata intorno all’esigenza dei partiti di recuperare un contatto con gli elettori, a seguito della perdita del rapporto con il territorio. Lo shock di Tangentopoli ha determinato un cambiamento antropologico e ha mutato radicalmente gli scenari valoriali della politica: la fine dei partiti-Chiesa ha fatto venir meno la distinzione netta delle due subculture di destra e sinistra e il voto è diventato più libero (2 elettori su 5 hanno cambiato schieramento dalle elezioni politiche del 2008 a oggi); c’è una maggior libertà di opinione (basti pensare che il 52 per cento degli elettori del Pd è contrario alla cancellazione del reato di clandestinità); il presente prevale sul futuro, dunque il voto è finalizzato più a un beneficio immediato, che a un’idea di Stato, di conseguenza l’attenzione al bene individuale prevale su quella al bene collettivo. 
I mass media negli anni Novanta (i quotidiani e in misura prevalente la tv) hanno giocato un ruolo chiave nello scollamento fra classe politica e territorio, da qui l’esigenza di metodologie di analisi ed esplorazione della pubblica opinione, come il sondaggio. Strumento troppo spesso scambiato, anche da giornali e tv, con un metodo di previsione del voto e, talvolta, di propaganda, ha sottolineato il Presidente di Ipsos. Dall’altro lato, i mezzi di comunicazione si sono posti come intermediario fra elettori ed eletti, che hanno imparato a fare ricorso, in maniera sempre crescente, al marketing alla comunicazione. Negli anni Duemila il web e i social media hanno portato un cambiamento radicale nell'offerta mediatica, ampliando l’ecosistema informativo e moltiplicando le fonti. Ecco che il marketing politico si trova oggi di fronte alla necessità di miscelare old e new media, tenendo conto dei meccanismi di formazione delle opinioni, che cambiano con la velocità di un click, e della composizione del corpo elettorale (oggi il 62 per cento ha la licenza media, elementare o nessun titolo). Il clima di campagna elettorale permanente presente in Italia, ha spiegato l’autorevole sondaggista, fa in modo che i partiti rincorrano sempre il microconsenso, un’approvazione immediata che impedisce loro di progettare il futuro. Dal ’94 i governi in carica hanno sempre perso nelle elezioni successive e ciò non ha permesso l’attuazione di riforme strutturali.

Cristiana Rizzo