MERCATI FINANZIARI E VOTO EUROPEO. Prospettive e impatto sulla comunicazione.

Fabio Verna, Stefano Lepri - 28 febbraio 2019

L’Europa al centro dell’interesse del Club Relazioni Esterne. Nel primo incontro sul tema, svoltosi lo scorso 28 febbraio, si è discusso di come e quanto i mercati finanziari seguiranno la corsa elettorale europea e quali possibili reazioni potranno mettere in campo all’indomani del voto del 26 maggio, da molto ritenuto  storico per la poca prevedibilità del risultato e per la crescente pressione di movimenti e partiti populisti in tutta Europa.

 

Fabio Verna, economista di matrice finanziaria e Stefano Lepri, editorialista di punta su temi economico-finanziari del quotidiano La Stampa hanno proposto ai Soci del CRE un quadro di grandissimo interesse che ha dato poi il via ad un vivace e acceso dibattito.  Per Fabio Verna l’enorme crescita della finanza, che è peraltro la benzina nel motore dell'economia, ha spesso procurato effetti divergenti e complessi  sull’economia reale (vedi slides allegate) .  Il malcontento che gira per l’Europa, benzina a sua volta dei partiti populisti in grande crescita, è spesso frutto di un impatto dell’eccessiva finanziarizzazione dell’economia sugli equilibri socio economici, dell’allontanamento  dai paradigmi dell’economia reale e dei sempre crescenti livelli di disoccupazione. E se l’economia non funziona, o è in grave difficoltà, il cittadino elettore non potrà non tenerne conto.

 

Stefano Lepri ha descritto (vedi slides allegate) una serie di simulazioni sul voto europeo rappresentanti l'andamento dei mercati e le intenzioni di voto in ambito comunitario, indicando anche le metodologie volte a conquistare il consenso dell'elettorato e la fiducia dei consumatori. Sono state presentate anche una serie di simulazioni molto  interessanti  sulle eventuali maggioranze che potrebbero uscire dalle elezioni di fine maggio.

 

I partiti sovranisti e populisti - secondo proiezioni e sondaggi –sono in grande crescita, ma non dovrebbero ancora riuscire a scavalcare i partiti europei storici tradizionali – popolari e socialisti. I giorni a venire saranno molto interessanti:  da una parte  i popolari dovranno risolvere la “questione Orban “ e decidere se espellere o meno il premier ungherese.  Dall’altra la questione “tedesca”  - e le decisioni prese dal governo dalla Grosse Koalition formata da popolari e socialdemocratici animerà la prossima campagna elettorale europea. Gli elettori, in Italia ma non solo, giudicheranno anche le scelte di Angela Merkel che negli ultimi anni– piaccia o meno – ha dettato l’agenda di molte delle decisioni europee. Una questione per tutte, quella delle banche. Il voto europeo sarà una cartina di tornasole anche sul sistema bancario.  Soprattutto in Italia, dove  l’elevato livello dello spread crea molte difficoltà al settore bancario e finanziario. La stessa Banca Centrale Europea ha caldeggiato fusioni bancarie transnazionali in modo di creare un sistema più stabile e solido. In caso di difficoltà, infatti, un Paese trae vantaggio dal fatto di avere al suo interno banche operanti a livello internazionale.