Se il consenso passa per un tweet: comunicazione e politica online

Dino Amenduni - 10 dicembre 2015

La comunicazione politica come la conosciamo e i suoi aspetti più nascosti, la sua evoluzione e chi se ne occupa giorno per giorno. Questi i temi trattati nel dibattito organizzato dal Club Relazioni Esterne Junior con Dino Amenduni, blogger del Gruppo Espresso-Repubblica, docente allo IED ed esperto di comunicazione politica, nonché socio, di Proforma, agenzia di comunicazione con base a Bari, attiva in politica come nel commerciale.

Un dialogo utile a sfatare i luoghi comunirelativi a un campo ormai invaso dal digitale, nel quale però occorre fare attenzione a non stravolgere alcuni fondamenti della comunicazione tradizionale. Sorprendente è stata la scelta, da parte dei vertici dell’agenzia, di rimanere laddove questa ha visto la sua prima alba, per motivi che spaziano dalla strategia professionale all'attaccamento per il capoluogo pugliese. Una scelta che, data la lunga e fruttuosa collaborazione con vari esponenti del centrosinistra italiano, potrebbe stupire per la distanza dalla Capitale, centro nevralgico della scena politica nazionale, ma che in realtà genera uno spirito critico impossibile da sviluppare a Roma, nella bolla in cui tutti gli operatori del settore sono immersi. 

Quello dell'ospite è stato un percorso di formazione atipico, cominciato con la laurea in psicologia e con una tesi sociologica, riguardante il modo in cui i giovani si informano per decidere il proprio orientamento politico; studi per l'appunto non strettamente connessi alla comunicazione politica e che non hanno avuto un peso specifico nella successiva fase professionale.

Singolare è il discorso che verte sulla passione: non necessaria per il grande pubblicitario francese Séguéla - anche ideatore della campagna per Mitterrand del 1981 - secondo cui vendere un detersivo è esattamente come vendere un politico, fondamentale per Amenduni, che vede nella convinzione del pubblicitario sul committente il motore trainante di questo lavoro. A conferma di questa prospettiva, la scelta di collaborare assiduamente con uno schieramento politico in particolare, considerato dall'agenzia migliore - entro una certa misura - rispetto a quello della parte avversa. 

L'ospite si è soffermato poi sulla reale incidenza di una campagna sull'esito elettorale, affermando che una cattiva politica non può essere meno importante dei likes e che nessuna strategia, seppur ottima, può modificare radicalmente le sorti di una votazione. La comunicazione politica ha il compito di cucire le campagne sugli uomini e non viceversa; deve mettere in luce i punti di forza e smussare le debolezze, ma non può cambiare la personalità di un candidato agli occhi degli elettori. 

Internet e i social network sono diventati giocoforza parte fondamentale della pubblicità politica e commerciale e il loro dinamismo comporta un continuo aggiornamento delle esigenze degli operatori del settore. Attuale è il calo della fiducia nelle notizie reperite on line, effetto delle bufale che circolano senza controllo nel web, il che rende necessaria una credibilità raggiungibile solo col tempo. Tuttavia non esistono regole universali per una buona pubblicità e ad un uso sapiente dei nuovi media va associata una campagna concentrata sull'individuo e sul target che si vuole raggiungere. Un binomio indissolubile per diffondere un messaggio di successo.

Niccolò Mastrapasqua